Un nuovo impianto retinico per fermare la degenerazione maculare

La degenerazione maculare legata all'età (DMLE) è una patologia multifattoriale ad andamento progressivo che può portare alla perdita completa ed…

La degenerazione maculare legata all'età (DMLE) è una patologia multifattoriale ad andamento progressivo che può portare alla perdita completa ed irreversibile della visione centrale. Nei paesi industrializzati è la prima causa di ipovisione nei soggetti di età superiore ai 50 anni. Si stanno studiando diversi approcci per affrontare la malattia, in particolare la DMLE secca, che è più comune e può progredire nella DMLE umida. Un team di scienziati guidato dall'Istituto Roski Eye della University of Southern California ha realizzato un impianto retinico a base di cellule staminali che imita l'epitelio pigmentato della retina, lo strato di cellule pigmentate presente all'esterno della retina neurosensoriale, che si scompone quando la DMLE secca progredisce. L’impianto retinico, dunque, potrebbe migliorare il funzionamento visivo di questi pazienti. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Science Translational Medicine.

L’efficacia dell’impianto retinico

Il team ha realizzato un impianto unendo le cellule staminali ad un materiale sintetico non biodegradabile, simile, per struttura e funzione, alla membrana di Bruch, uno strato dell'occhio adiacente all'epitelio pigmentato della retina (RPE). È stato, quindi, inserito questo impianto negli occhi di quattro pazienti con DMLE secca, che sono stati osservati per diversi mesi. Il trattamento è stato ben tollerato dai pazienti dato che non sono stati rilevati eventi avversi gravi legati all'impianto o alla procedura chirurgica. Un paziente è stato in grado di leggere più lettere su una mappa oculare dopo la procedura, e due hanno mostrato miglioramenti nella loro capacità di utilizzare l'area della retina che era stata trattata. Inoltre, l'impianto si integrava con il tessuto retinico dei pazienti, aspetto essenziale affinché il trattamento porti ad un miglioramento della funzione visiva. Tutti e quattro hanno mantenuto l'acuità visiva che avevano prima della procedura. Le immagini che i ricercatori hanno rilevato dopo l’inserimento degli impianti, hanno mostrato che le retine dei pazienti erano cambiate: sembrava che l'epitelio pigmentato retinico stesse ricrescendo.

L’utilizzo delle cellule staminali

L'attrattiva dell'uso di cellule staminali embrionali sta nel fatto che esse possono essere indotte a trasformarsi in diversi tessuti del corpo. L'uso di tali cellule per ripristinare l'epitelio pigmentato retinico nell'occhio è stato provato in precedenza, ma con scarso successo. In uno studio, le cellule non sembravano rigenerare il normale strato RPE, mentre in un altro le cellule non si distribuivano normalmente e il paziente non ha avuto alcun miglioramento della vista. Tuttavia, le ricerche hanno dimostrato che le terapie con cellule staminali potrebbero essere utilizzate in sicurezza negli occhi.

 

Questo impianto ha il potenziale per fermare la progressione della malattia o addirittura migliorare la visione dei pazienti. Il team ha intenzione di svolgere ulteriori studi con altri persone.